Certificazione ISCC Plus per la "Carta del Mulino" Barilla

Barilla ha selezionato RINA come partner per certificare tutte le organizzazioni della sua filiera secondo la Carta del Mulino e lo schema ISCC PLUS

Sfida

Barilla-Carta-MulinoBarilla, azienda italiana leader nel settore alimentare, ha iniziato da molti anni un percorso di grande responsabilità volto alla sostenibilità e fondato sull’importanza della fiducia dei consumatori. Dal 2010, infatti, la mission aziendale è “Good for you, Good for the planet”. La mission racchiude a pieno i valori Barilla, attenta non solo alla qualità dei prodotti e delle materie prime, ma anche all’impatto sul pianeta e sulla natura, il vero patrimonio di difendere.

Proprio per questo motivo, Barilla ha deciso di aprire una serie di tavoli di lavoro sulle materie prime fondamentali, tra cui il grano tenero, il vero ingrediente eroe di Mulino Bianco.

Da qui nasce la Carta del Mulino, un disciplinare di proprietà di Barilla G. e R. Fratelli S.p.A. che include un insieme di regole definite in collaborazione con WWF Italia, Università di Bologna, Università delle Tuscia e Open Fields. La Carta del Mulino ha l’obiettivo di valorizzare la biodiversità ambientale e costruire valore per le comunità coinvolte nella filiera del grano tenero.

Vogliamo essere molto solidi nel momento in cui utilizziamo la parola “sostenibilità”, proprio per questo abbiamo abbracciato la certificazione ISCC PLUS, la più avanzata possibile, riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Abbiamo però anche deciso di andare oltre la certificazione, creando il disciplinare La Carta del Mulino, dieci regole per la coltivazione del grano tenero che ci permettono di portare dei vantaggi per le persone, il pianeta e le comunità”, ha spiegato Andrea Dipace, Marketing Manager Mulino Bianco.

Il nostro approccio

In una prima fase del progetto, Barilla ha effettuato una valutazione dettagliata degli schemi di certificazione esistenti nell’ambito della sostenibilità. Non esistendo una norma che certifichi la sostenibilità nel suo complesso, Il processo non è stato agevole. Alla fine, è parso chiaro che la certificazione ISCC PLUS fosse quella più adatta per portare avanti i propri obiettivi. Inoltre, tra le due opzioni della catena di custodia, Barilla ha deciso di procedere con la più rigorosa, ovvero la “segregazione”. Questa scelta è stata fatta per mettere sul mercato prodotti che avessero il 100% di farina sostenibile valorizzando al massimo il prodotto dall’inizio alla fine e dimostrando a pieno l’impegno in questo percorso.

ll raggiungimento dell’obiettivo è stato reso possibile grazie al rapporto di collaborazione tra RINA e Barilla: “Con RINA c’è stato un rapporto di perfetta collaborazione. RINA è stato un partner disponibile ed efficace. Sicuramente non è stato un lavoro semplice da gestire. Nel 2020 la verifica della conformità ha interessato 1500 aziende agricole, 14 mulini, 113 aziende di stoccaggio e 6 Stabilimenti di produzione Barilla ma abbiamo ottenuto da RINA la massima disponibilità e trasparenza. Anche quando abbiamo riscontrato un problema lo abbiamo affrontato e superato insieme”, ha detto Orlando Visciano, Barilla Sustainable Farming Soft Wheat.

Il progetto ha creato inoltre anche un effetto domino tra i competitors che ormai si stanno muovendo sempre più verso le certificazioni della sostenibilità: “Il nostro progetto è focalizzato sul continuous improvement sul tema della sostenibilità e per fare del nostro meglio e anticipare i tempi abbiamo inserito nel nostro disciplinare i requisiti e i principi del New Green Deal, la nuova politica comunitaria, che entrerà in vigore nel 2023. Il nostro è disciplinare trasparente, pubblicato sul sito, in modo da lasciare totale libertà a chiunque di seguire queste regole, dato che nella nostra responsabilità c’è sicuramente anche quella di far crescere la filiera”, ha dichiarato Zerbini Michele, Soft Wheat & Flours Italy & Galliate Mill Purchasing Senior Manager presso Barilla Group.

Conclusioni

La certificazione “La Carta del Mulino” ha permesso a Barilla di raggiungere il suo obiettivo primario, ovvero mantenere solido il rapporto di fiducia con il consumatore, mettendo al primo posto sostenibilità e qualità, comunicando anche questi valori proprio attraverso il packaging.

Andrea Dipace, Marketing Manager Mulino Bianco, ha affermato: “Questo progetto non è nato con l’obiettivo di far crescere i volumi di vendita dei prodotti. È nato piuttosto perché sentiamo profondamente la nostra responsabilità su questa filiera, è perché prenderci cura della qualità del grano tenero vuol dire avere cura dei nostri prodotti e quindi della marca Mulino Bianco. Il nostro compito ora è quello di far capire alle persone il valore che si cela dietro un prodotto realizzato secondo questi criteri. Quando le persone fanno un acquisto Mulino Bianco devono sapere che stanno portando sulle loro tavola un prodotto buono nel gusto, ma soprattutto buono per il pianeta".

Mulino Bianco si avvale di numerosi partner che nel tempo hanno aderito alla Carta del Mulino ed è sempre alla costante ricerca di ulteriori partner da coinvolgere nel suo progetto. Il progetto al momento riguarda decine di prodotti Mulino Bianco e ne coinvolgerà sempre di più. Così come il percorso di sostenibilità intrapreso riguarderà sempre più materie prime, grazie ad una crescita costante degli investimenti in questo ambito.