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L’affidabilità nel lungo periodo delle infrastrutture digitali critiche non dipende solo dalla progettazione e dalle tecnologie adottate, ma anche dalle condizioni ambientali in cui i sistemi operano.
Inquinanti aerodispersi come sali solubili, residui industriali e altre particelle microscopiche possono depositarsi sulle apparecchiature elettriche installate all’esterno, sugli involucri e sui sistemi di presa d’aria. Nel tempo, questi contaminanti possono accelerare i fenomeni di corrosione, ridurre le prestazioni dell’isolamento e abbreviare la vita utile degli asset, soprattutto in ambienti esposti a umidità, condensa e condizioni meteorologiche variabili.
Nelle fasi iniziali di un progetto, è quindi fondamentale per proprietari e operatori comprendere in che modo le condizioni ambientali locali possano influire sulle prestazioni delle apparecchiature. Questo permette di prendere decisioni consapevoli sulla localizzazione del sito, i criteri di progettazione, le specifiche dei materiali ed eventuali misure di mitigazione da adottare. Tuttavia, i dati ambientali generici spesso non riescono a cogliere la variabilità locale, con il rischio di portare a una sovra o sotto dimensionamento delle misure di protezione.
Un hyperscaler ha coinvolto RINA per valutare come le condizioni ambientali potessero influire sulle prestazioni nel lungo periodo delle apparecchiature elettriche installate all’esterno di alcuni nuovi siti di data center in fase di sviluppo.
Abbiamo condotto indagini mirate sul campo, integrate con analisi di laboratorio, per individuare la presenza di ioni solubili aerodispersi in grado di contribuire a fenomeni di corrosione e compromettere le prestazioni di isolamento. L’obiettivo era tradurre i dati dell’esposizione ambientale in indicazioni chiare e operative, utili a definire correttamente le specifiche delle apparecchiature per uso esterno, in conformità agli standard internazionali sulla corrosione ambientale.
Mettendo in relazione i dati ambientali con i requisiti ingegneristici, abbiamo contribuito a ridurre l’incertezza nelle fasi iniziali del progetto, supportando decisioni consapevoli sui criteri di progettazione e sulle misure di mitigazione della corrosione, evitando al tempo stesso inutili sovra‑ o sotto-dimensionamenti.
Traducendo fenomeni ambientali complessi in implicazioni progettuali chiare e concrete, il progetto ha contribuito a ridurre il rischio di degrado prematuro delle apparecchiature, manutenzioni non pianificate e interruzioni del servizio.
Questo ha consentito di migliorare l’affidabilità e la capacità di garantire prestazioni più durature lungo il ciclo di vita dei data center del cliente, contribuendo a sviluppare infrastrutture digitali più solide e resilienti.