RINA ha ottenuto l'accreditamento ACCREDIA per le attività di verifica nell'ambito del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), diventando il primo organismo di valutazione della conformità accreditato da ACCREDIA per questo servizio e uno dei primi organismi di verifica CBAM accreditati a livello internazionale.
Questo importante traguardo consente a RINA di svolgere attività di verifica indipendente delle emissioni incorporate nei prodotti soggetti al meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere, supportando aziende esportatrici, importatori e operatori della filiera nell'adempimento dei nuovi obblighi previsti dalla normativa europea.
A partire dal 1° gennaio 2026, il regime definitivo del CBAM si applica agli importatori dell'Unione Europea di beni appartenenti ai settori attualmente inclusi dal regolamento: cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, energia elettrica, idrogeno.
Gli importatori che superano la soglia annuale di 50 tonnellate dovranno ottenere lo status di “dichiarante CBAM autorizzato”, comunicare le emissioni incorporate nei beni importati e, ove previsto, acquistare e restituire i relativi certificati CBAM.
Il numero di certificati richiesti dipende dalle emissioni incorporate nei prodotti importati. Tali emissioni possono essere determinate attraverso dati reali di emissione oppure mediante valori standard definiti dalla normativa. Nel caso in cui vengano utilizzati dati reali, questi dovranno essere verificati da un organismo di verifica CBAM accreditato.
Per questo motivo, la verifica delle emissioni riveste un ruolo strategico soprattutto per i produttori e gli esportatori situati al di fuori dell'Unione Europea. Disporre di dati verificati può infatti consentire, laddove le emissioni effettive risultino inferiori ai valori standard, di ridurre il numero di certificati CBAM necessari e i relativi costi per gli importatori europei.
Il Carbon Border Adjustment Mechanism rappresenta uno degli strumenti chiave della strategia climatica europea. L'obiettivo è contrastare il fenomeno del carbon leakage, evitando che la produzione venga trasferita verso Paesi caratterizzati da requisiti ambientali meno stringenti, e garantire condizioni competitive più eque tra produttori europei ed extraeuropei.
Per gli esportatori verso il mercato europeo, la verifica delle emissioni incorporate da parte di un organismo accreditato può trasformarsi in un concreto vantaggio competitivo. Quando le emissioni effettive risultano inferiori ai valori standard previsti dal regolamento, i dati verificati possono contribuire a ridurre i costi CBAM sostenuti dagli importatori europei, rendendo i fornitori a minore intensità carbonica più attrattivi sul mercato.
Con la progressiva implementazione del meccanismo, la trasparenza e l'affidabilità dei dati sulle emissioni diventeranno sempre più rilevanti nelle decisioni di acquisto e nella selezione dei fornitori da parte delle imprese europee.