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NEWS - 09/08/2017

Prodotti Dual Use: le norme per l'esportazione

Lo scorso 13 luglio il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha presentato il Rapporto ICE 2016-2017 "L’Italia nell’economia internazionale", che colloca il nostro Paese al 9° posto nella classifica degli esportatori mondiali. In questo scenario è compresa l’esportazione di beni che di norma sono destinati a uso civile, ma che per loro caratteristiche possono trovare applicazioni anche in campo militare.

Tali prodotti, chiamati Dual Use, sono soggetti a uno stretto regime di controllo sia per esigenze di interesse nazionale, sia per gli impegni derivanti da accordi internazionali di non proliferazione. Il Reg. (CE) 428/2009 e ss.mm.ii. costituisce, in questo senso, uno dei riferimenti normativi più importanti.

L'esportazione di questi prodotti dall’Italia è subordinata all’autorizzazione del MISE, con cui RINA ha siglato un accordo, insieme all’Università di Genova, per offrire un servizio di valutazione su prodotti destinati all’esportazione extra-UE, con l’obiettivo di stabilirne o escluderne la natura duale e indicare l’iter legislativo più consono alle loro caratteristiche.

La natura “duale” dei prodotti costituisce spesso una questione focale, soprattutto se verso Paesi soggetti a maggiori controlli o restrizioni. Il Rapporto ICE ha infatti evidenziato come, negli ultimi 5 anni, il volume di beni esportati dall’Italia sia progressivamente cresciuto, così come la quota di mercato mondiale delle esportazioni italiane. In questo scenario, i settori più dinamici sono stati la farmaceutica, i derivati del petrolio, l’agro-alimentare e l’industria manufatturiera.

Tale ripresa ha coinvolto l’intera Asia sud-orientale, l’America latina e l’Africa sub-sahariana, mentre spiccano gli incrementi delle esportazioni, in questi primi mesi del 2017, verso:
  • Cina (27,4%)
  • Russia (24%)
  • Giappone (12,6%)
  • India (10,2%)
  • Stati Uniti (9,4%).

Daniele La Regina